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Informazioni per i consumatori
Manutenzione dei manufatti imbottiti esclusivamente
con piumino e/o piume
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Se volete avere il MANUALE PER LA MANUTENZIONE
lo potete trovare in formato PDF a questo
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IN FORMATO PDF, scaricatelo cliccando qui: |
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In generale
La manutenzione
degli articoli imbottiti in piumino e/o piuma può essere definita
come il trattamento o l'insieme di trattamenti adeguati per "pulire"
e/o "ripristinare" il manufatto senza alterare o modificare in modo
significativo le proprietà dello stesso, o meglio conservando il
più possibile la funzionalità e l'efficienza del manufatto originale.
I manufatti imbottiti sono formati da almeno due
componenti:
l'imbottitura vera e propria, costituita esclusivamente
di piumino e/o piuma, che è un materiale sciolto per cui necessita
di un tessuto di contenimento dell'imbottitura.
Pertanto quando si affronta il problema della manutenzione
è necessario tenere conto dell'insieme delle due componenti. Sul
capo finito è sempre applicata una etichetta che riporta i simboli
di manutenzione che si riferiscono al trattamento a cui si deve
sottoporre il capo nella sua globalità. Si fa rilevare che il materiale
di piumino e/o piuma non è impiegato allo stato greggio, così come
ricavato dall'animale, ma è sottoposto ai trattamenti seguenti:
depolverizzazione; lavaggio e risciacqui; asciugamento; selezione,
per suddividere gli elementi componenti il piumaggio secondo la
loro grandezza e peso. In particolare la fase di lavaggio deve essere
condotta in modo da garantire i requisiti di ordine igienico-sanitario
previsti dal D.P.R. n° 845 del 23.1.1975 e dal D.M. n° 345 del 10.11.1976.
Si evidenzia che l'Italia è l'unico paese nel quale vige una legislazione
igienico-sanitaria promulgata per rassicurare il consumatore finale.
Consigli per i trattamenti
di manutenzione
L'etichetta di manutenzione
che è applicata sul manufatto considera i trattamenti seguenti:
lavaggio ad umido, candeggio, stiratura, lavaggio a secco, asciugatura
a mezzo di asciugabiancheria con tamburo rotativo. La norma europea
UNI EN 23758, a cui fa riferimento l'etichetta di manutenzione,
adotta i segni grafici seguenti per indicare i trattamenti sopraelencati:
Per il lavaggio ad umido
I
manufatti possono essere lavati ad umido a una temperatura uguale
o minore di 50°C (prestando attenzione alla temperatura max riportata
in etichetta riguardante il tessuto di rivestimento) con una azione
meccanica ridotta, in lavatrice o a mano, usando l'avvertenza di
effettuare ripetuti risciacqui in modo da assicurare la completa
eliminazione del detersivo. Si sconsiglia l'impiego di lavanderia
automatica o a gettone qualora non disponessero di lavabiancheria
con cicli di lavaggio differenziati. Il manufatto dopo i risciacqui
può essere centrifugato con azione moderata per eliminare l'eccesso
di acqua. Come detersivi per il lavaggio è consigliabile usare quelli
sintetici perché il classico sapone per bucato, anche con acqua
mediamente dura, dà luogo alla formazione di saponi calcarei insolubili
che si depositano sugli elementi costituenti l'imbottitura rendendoli
più o meno rigidi e quindi più fragili. 
Candeggio
Per il candeggio sono assolutamente vietati i prodotti
a base di cloro (come nel caso dei manufatti in lana o seta), per
cui nella etichetta di manutenzione deve comparire il segno grafico:
Il
candeggio può invece essere effettuato con perborato o con prodotti
a base di acqua ossigenata purché la loro formulazione permetta
di sviluppare l'azione sbiancante alle temperature di lavaggio indicate
in etichetta o scelte. 
Stiratura
La stiratura deve essere eseguita, quando necessario,
a una temperatura massima della suola del ferro da stiro di 110°C,
escludendo il vapore. Il corrispondente segno grafico riportato
sulla etichetta di manutenzione è:
I ferri da stiro riportano normalmente " un punto" per indicare
la posizione della manopola per non superare i 110°C. 
Lavaggio a secco
Qualora sia necessario, per questo trattamento si
possono usare i solventi seguenti: tetracloroetilene monofluoro-triclorometano
trifluorotricloroetano idrocarburi con punto di ebollizione tra
i 150°C e i 200°C e con punto di infiammabilità tra i 38°C e i 60°C.
Il segno grafico riportato in etichetta è:  
Asciugatura
Dopo lavaggio e centrifugazione si consiglia di asciugare
il manufatto steso, all'ombra, in modo da evitare stingimento del
colore del tessuto, se quest'ultimo non ha una buona solidità alla
luce. Qualora si disponga di una asciugabiancheria a tamburo rotativo
si consiglia di usare il programma il cui segno grafico riportato
in etichetta è il seguente:

Consigli per l'uso
e una buona conservazione
Spazzolare
soprattutto in corrispondenza delle trapuntature che possono essere
ricettacolo di polvere e quindi causare lo sviluppo degli acari
della polvere domestica. Non usare l'aspirapolvere. Sprimacciare
(battere con le mani) ripetutamente in modo da ridare il volume
originale e rendere uniforme la superficie del manufatto sia dopo
lavaggio che nel corso del suo impiego. Non usare il battipanni.
Arieggiare all'aperto di tanto in tanto. Evitare che il manufatto
si sporchi eccessivamente in modo da non dover ricorrere a trattamenti
eccessivi di lavaggio o di eliminazione delle macchie.
Non riporre il manufatto allo stato compresso ma
ricoprirlo con un telo di cotone per proteggerlo dalla polvere e
nel contempo permettere un ricambio d'aria. Non usare buste o sacchetti
in materiale plastico perché la piuma deve respirare. Qualora il
manufatto risulta macchiato è opportuno rivolgersi a un pulitore
di fiducia perché il trattamento necessario per l'eliminazione delle
macchie dipende non solo dalla composizione fibrosa del tessuto
ma anche dagli appretti o finissaggi impiegati nella sua fabbricazione.
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