Tessuti

 

NOVITA’ 2015

FOTO cuscino con etichetta x sito

Oggi abbiamo il piacere di comunicare che il percorso iniziato per la messa a punto di un tessuto a FUORIUSCITA ZERO è continuato. Più sotto avrete modo di approfondire come il percorso è iniziato e cosa c’era e c’è a disposizione per le aziende che fanno cuscini d’arredamento. 

La novità di quest’anno è il NUOVO TESSUTO A FUORIUSCITA ZERO che ha una copertura del 117,5%.

foto logo su tessuto con luce x sito

 

TESSUTO A TENUTA PIUMA

tessuti

ASSOPIUMA, stimolata dalle richieste pervenute da importanti aziende produttrici di divani e poltrone, aziende ritenute “storiche” nell’impiego delle imbottiture in piuma per la realizzazione dei manufatti imbottiti, ha approfondito e proseguito uno studio promosso dall’Associazione Europea di Piuma e Piumino.
L’obiettivo che accomuna ASSOPIUMA e queste importanti aziende è “fuoriuscita piuma zero” per soddisfare le esigenze del consumatore finale ed eliminarne gli eventuali reclami.
Da quando si parla di manufatti imbottiti in piuma si parla anche della questione relativa alla “tenuta alla piuma” dei tessuti di rivestimento.
Il problema della fuoriuscita della piuma dal tessuto non è dunque

un problema recente e per certi versi ed entro certi parametri è da considerarsi “fisiologica”.
Il tessuto rappresenta una componente fondamentale del manufatto imbottito in piuma e ha il compito di equilibrare due variabili sensibilmente in contrasto tra loro: deve permettere la fuoriuscita dell’aria e allo stesso tempo impedire la fuoriuscita dell’imbottitura.
A partire da questa premessa l’Associazione Europea ha promosso uno studio sull’analisi dei tessuti a tenuta piuma affidando questo stesso studio, al suo interno, al gruppo di lavoro di maggior spessore operativo quale la Commissione Tecnica. Quest’ultima si compone di responsabili tecnici di aziende che operano nel settore e di consulenti operativi presso laboratori d’analisi o laboratori tessili accreditati (es. TNO, Honnestein, LGA, Belle Literie).
Inoltre, in seno alla Commissione Tecnica sono stati istituiti due gruppi di lavoro perché uno si concentrasse sullo studio tecnico dei tessuti e l’altro si concentrasse sullo studio delle piume.
Agostino Molina, Presidente della A. Molina & C. SpA (membro di ASSOPIUMA), ha avuto il compito e l’opportunità di partecipare ad entrambi i gruppi di lavoro.

L’obiettivo primario dello studio effettuato, è stato quello di mettere a punto un tessuto a perfetta tenuta piuma a partire dalle molteplici variabili che causano o semplicemente influenzano il problema della fuoriuscita.

In breve cercheremo di passare in rassegna l’operato di ogni singolo gruppo.

Il primo gruppo di lavoro, che si è occupato dello studio tecnico sui tessuti, si è rivolto all’Associazione Tessile Tedesca. Ad essa è stato chiesto di avere accesso alla conoscenza dei parametri e delle caratteristiche tecniche dei tessuti affinché possano tenere le piume.
E’ stato rielaborato uno studio che, attraverso l’individuazione di alcuni parametri (Gewebe Parameter), stabilisce quale densità, in termini di titolo di fili e battute, in trama e in ordito, dovrebbe avere il tessuto per essere idoneo a contenere le piume.
E’ stato depositato presso la Comunità Europea un progetto di norma PAS 1008 la quale contiene la FORMULA di WALZ che, attraverso l’applicazione di una funzione matematica, determina la resistenza di un tessuto alla fuoriuscita della piuma.
Un passo avanti è stato fatto anche in materia di normativa per ciò che concerne i Metodi di Prova per conoscere, ancora una volta, se un tessuto è idoneo a contenere le piume: si è ritenuto infatti che non fosse più sufficiente il metodo del calcolo della Permeabilità all’Aria dei tessuti, regolamentato dalla norma UNI EN ISO 9237. E’ stata dunque introdotta una nuova norma, peraltro da subito approvata, la UNI EN 12132/1 che regola la “prova per sfregamento”: un cuscinetto imbottito in piuma viene sottoposto a stress e al termine dei cicli di sfregamento stabiliti avviene il conteggio dei filamenti fuoriusciti.

Il secondo gruppo di lavoro ha condotto uno studio sull’evoluzione delle piume negli ultimi 10-15 anni, caratterizzata innanzitutto dalla maggior presenza sul mercato di piume immature.
I principali produttori/fornitori di piuma nel mondo sono la Cina e i paesi dell’Est Europa; questi ultimi sono stati maggiormente oggetto di studio sia per la vicinanza geografica sia perché si sono verificati eventi storici che hanno significativamente mutato lo stile di vita in questi Paesi.
Con la caduta del muro di Berlino nel novembre del 1989 si è verificato un sensibile cambiamento del sistema di vita in questi Paesi. Il progressivo abbandono delle attività agrarie a favore della industria e dei servizi, e una rapida evoluzione nel settore della distribuzione alimentare (spacci e cooperative agricole lasciano spazio a negozi e ipermercati), ha notevolmente influenzato i parametri di vita degli animali: le oche e le anatre allevate per scopi alimentari devono avere una taglia standard (tale da poter essere contenuta nelle vaschette che verranno preconfezionate) e le loro carni devono avere il minimo contenuto di grassi al fine di soddisfare la mutata richiesta del consumatore.
L’ultima questione, non certo in termini di importanza, è data anche da un problema di costi per l’alimentazione degli animali: basti pensare che circa dopo 7 settimane di vita per l’animale inizia lo sviluppo e il periodo dell’ingrasso che chiede un maggior quantitativo di cibo e di conseguenza un incremento di costi per l’allevatore.
E’ curioso pensare come in pochi anni le produzioni europee ed extra europee si stiano allineando: nel 1990, in Europa, oche e anatre erano considerate mature dopo 10 settimane di vita. Dal 2002 gli animali sono pronti per la macellazione appena dopo 6/7 settimane di vita.
Queste, in definitiva, sono le ragioni di quella che viene definita “macellazione prematura” che ha forti conseguenze sulla qualità delle piume: le piume derivate da animali immaturi sono più soffici ed hanno un calamo sottile e molto appuntito, sono più fragili e meno resistenti.
Le piume “immature” e “non formate” fuoriescono facilmente dai tessuti rispetto a piume provenienti da animali maturi. Da qui l’esigenza di mettere a punto un tessuto, specifico per il settore dell’arredamento, aumentando il numero dei fili e delle battute (densità) e incrementando il peso al metro quadro.

Il tessuto voluto da ASSOPIUMA è stato studiato e creato per ottenere il massimo fattore di copertura, in grado di raggiungere e garantire l’obiettivo di “fuoriuscita zero”. Attraverso l’applicazione della formula di Walz, che si basa sulla costruzione del tessuto in fili e battute, in trama e ordito, viene stabilito un fattore di copertura (indipendentemente dal tipo di finissaggio che il tessuto subisce successivamente).
Con i risultati ottenuti Walz ha creato una tabella per classificare i tessuti, stabilendo in termini percentuali che un tessuto con fattore di copertura intorno all’80% sia da ritenersi accettabile mentre un tessuto con fattore di copertura intorno all’ 85% possa considerarsi un buon tessuto.
Se si pensa che l’articolo scelto da Assopiuma, ha un fattore di copertura del 96,95% si può ben intendere quale grande risultato sia stato raggiunto e sostenere altresì che questo è il risultato massimo che si possa ottenere nel campo della tessitura (questo prodotto, non a caso, è stato lavorato con dei telai particolari).

Con piacere siamo in grado di dire oggi che i tessuti selezionati, sulla scorta dei risultati raggiunti con questo studio, vengono già largamente utilizzati dalle aziende socie ASSOPIUMA con ottimi risultati.