Curiosità

LE ORIGINI


indexParliamo di fossili, naturalmente, che risalgono al periodo del Giurassico: in Baviera fu scoperta nel 1860 la prima penna isolata (conservata al Museo Paleontologico di Monaco). Nel 1877 è stato riportato alla luce a Solnhofen un esemplare di Archaeopterys, il più antico uccello fossile (ora al Museo di Berlino), interamente coperto di piume fin sulle zampe (quattro!). Appartiene infatti all’ordine dei Saururi, incredibile progenitore delle specie attuali più belle. Contrastata nel tempo, troppo spesso a servizio sconsiderato dell’uomo, la famiglia degli uccelli è stata anche via via protetta dall’uomo stesso, posto di fronte al rischio dell’estinzione di alcune creature sempre più rare.

Per quanto riguarda la storia delle imbottiture di piuma, la Casa Imperiale Germanica manteneva non meno di 2000 cigni allo stato semi-domestico, che venivano spiumati due volte l’anno, a maggio e agosto, per forniture di piume da letto. La spiumatura veniva effettuata radunando i cigni in appositi recinti, approfittando dell’occasione per amputare la prima articolazione dell’ala agli esemplari più giovani.
Oltre che le piume per trapunte e per altri ornamenti di gran valore, si utilizzava anche la peluria aderente alla pelle per la fabbricazione dei piumini da cipria.
Oggi il cigno è un animale protetto.

GLI ANIMALI

index_dueLe oche:
dall’oca selvatica o cinerea, derivano tutte le diverse razze di oche esistenti, nei seguenti gruppi: oche comuni, oche giganti, bernanie da prodotto e gruppo cignoidi. Rispetto all’allevamento si possono invece raggruppare secondo l’uso, cioè il prodotto che ne deriva: per la carne (con poco grasso) l’oca comune, la grigia padovana, la piacentina bianca e quella di Normandia; per la carne e il fegato la Borbonese, loca di Embden e quella di Tolosa; per l’uso sportivo l’oca d’Egitto, di Guinea, del Danubio e quella di Magellano; mentre speciali per pelle e piume sono la bianca di Poitou e l’oca romagnola. L’oca dei Pirenei è un incrocio tra l’oca-cigno e l’oca cinese e viene allevata per il fegato. Le oche bianche, comunque, sono tutte frutto di incroci: in natura l’oca è grigia.


index_treLe anatre:

dal germano reale, la cui femmina è comunemente chiamata anatra selvatica, discendono tutte le varie razze di anatre domestiche che, dal punto di vista industriale, si possono così ragruppare: gruppo comune (anatra comune, italiana, nana, ciuffata, a becco ricurvo); gruppo Rouen (di Rouen, Duclair, Laplaigne, di Svezia); gruppo Aylesbury (d’Aylesbury, d’Orpington); gruppo asiatiche (di Pechino, del Giappone, di Merthem); gruppo americane o more (del Labrador, Cajuga, Muschiata). Fra le razze da piuma in particolare: l’Italiana, quella di Pechino e d’Aylesbury.


index_quattroL’edredone:

è l’anatra del piumino per eccellenza. Vive nelle regioni del Nord (Norvegia, Islanda, Groenlandia), artiche e subartiche. È specie essenzialmente marina, quasi atlantica: si ciba di molluschi e insetti marini. Ha carne coriacea e oleosa, ma il piumino è molto ricercato perché particolarmente soffice, leggero e compatto.
L’edredone strappa dal suo petto i teneri piumini per farne un morbido nido, ed è questo che il raccoglitore cerca a schiusa avvenuta.

NELLA STORIA

index_cinqueNei riti magici: dalle sorgenti occulte nel mondo extrasensoriale e nella preparazione e composizione di talismani e incantesimi. Esiste una gran quantità di teorie, ipotesi, proverbi e leggende sulla presenza della “psi” negli animali: una sorta di energia psichica che alcuni ritengono abbia parte nel dirigere ad esempio le migrazioni o sia alla base di certi comportamenti anche in rapporto all’uomo, come il cigno che otto secoli fa annunciava l’arrivo di Sant’Ugo svolazzando intorno al suo palazzo, in Lincoln.
Con il sangue dell’oca si preparava una pasta benefica e le sue piume troneggiavano su questa maschera propiziatoria per allontanare gli spiriti del male.
L’oca è legata alla luna, che significa sicurezza, vita vegetativa, calma d’animo, ispirazione, prescienza, viaggi e pace.
Nel Libro dei Sogni indica persecuzione di nemici e corrisponde al numero 24 per chi voglia giocare al lotto.
Le piume si bruciavano presso la gente caduta in sincope.
Si usava lo stelo corneo per chiudervi, tra due tamponi di cotone, canfora in polvere o altre sostanze aromatiche. E, in tempo di epidemia, si tenevano in bocca questi tubi igienici.
Per la scrittura:si preferivano le penne estreme delle ali, alle altre penne, poiché si fendevano meglio.

TRA I POPOLI


index_seiAlle isole Clebes il costume caratteristico degli indigeni consisteva in una fascia gallonata, e la loro fronte era cinta da un turbante sormontato da un uccello del paradiso.
Si dice che nelle foreste del Brasile il corpo intero degli uccelli-mosca, disseccato e rivestito delle piume, servisse d’ornamento alle giovani Machaberlis, che ne facevano strisce da appendere alle orecchie, come fossero zaffiri, smeraldi e topazi.
In Francia il cappello sormontato da una piuma di pavone era già nel Medio Evo molto usato, e le piume degli stessi uccelli servivano alle arti per farne ventagli.
Già nell’antica Roma si apprezzavano molto i cuscini imbottiti di piumino finissimo. A quell’epoca ogni letto ne aveva tre, di misure diverse, messi uno sull’altro: era un’usanza adottata prima in Oriente, poi ritrovata a distanza di secoli. Non materiali vegetali, ma piume, per imbottire, sono state usate dai Cartaginesi.
Nell’antichità gli uccelli avevano un significato trascendentale. Erano infatti considerati messaggeri di forze soprannaturali e simbolo di divinità. Uno dei vari miti sull’origine della terra, raccontato dagli Egiziani, diceva che all’inizio dei tempi il mondo era un ammasso di acqua e fango. Poi le acque si ritirarono ed emerse una piccola isola. Su quest’isola vi erano solo rane, serpenti ed un uovo, dal quale uscì un’oca divina che creò gli altri dei, animali, piante ed infine gli uomini.
Presso gli Arabi, la pelle di struzzo, ancora guarnita di piume, serviva da corazza. Il 14 settembre 1590 nelle giornate di Ivry, Enrico IV scriveva ai suoi “Se voi perdete le insegne, riunitevi al mio pennacchio bianco, vi troverete sempre nel cammino dell’onore e della gloria”.
A Roma sulla sommità del casco dei soldati si ergeva una guarnizione di piume rigide.
Nel Medio Evo, per formare i pennacchi s’impiegava ordinariamente la piuma di gallo, donde il nome di coccarde che fu loro dato. Tale nome è rimasto poi al nodo di nastro che venne a sostituire le coccarde primitive.

GLOSSARIO

La notevole espansione verificatasi in questi ultimi tempi nei settori interessati alle imbottiture di origine animale (piuma e piumino), fa sorgere l’esigenza dell’informazione corretta ed univoca ad uso tanto dell’industria di trasformazione, dai lavatori ai selezionatori fino ai confezionisti, quanto dell’utilizzatore del prodotto.

La definizione di una terminologia costituisce, perciò, l’avvio alla chiarezza ed alla comprensione dei vari problemi relativi a tali materiali tra i quali il più sentito riguarda la composizione quali-quantitativa del prodotto. Di seguito vengono riportati alcuni termini di uso più frequente (per uleriori approfondimenti consultare la norma UNI EN 1885):

PENNA: piumaggio rigido, grossolano, di ala e coda. Essa ha un vessillo più lungo e più rigido di quello di una piuma.

PIUMA (termine generale): piumaggio senza le penne

PIUMA (termine specifico): tegumento corneo degli uccelli. Essa ha un vessillo più corto e più flessibile di quello della penna e una rachide ben sviluppata.


PIUMINO: Piumaggio che forma lo strato a contatto con il corpo degli uccelli acquatici consistente di fiocchi di filamenti leggeri e coperti da peluria che si sviluppano dal nucleo del piumino sommariamente abbozzato ma senza alcuna asta della rachide o vessillo.
Nota: convenzionalmente sono considerate come piumino almeno 2 barbe unite in un punto.


VESSILLO: insieme delle barbe della piuma intimamente collegate tra loro; esso si dirama dall’asta della rachide

BARBA DI PIUMA: elemento principale della struttura del vessillo che si sviluppa direttamente sull’asta della rachide.

BARBA DI PIUMINO: struttura filamentosa che si sviluppa direttamente dal nucleo del piumino.

PIUMA DI UCCELLO ACQUATICO: piuma che proviene dal piumaggio degli uccelli acquatici come anatra e oca, e/o raccolta nei nidi dell’anatra ededrone.

PIUMA DI UCCELLO TERRESTRE: piuma che proviene dal piumaggio degli uccelli terrestri (gallinacei), comprendente piuma di pollo e di tacchino.

PIUMA DI POLLO: piuma che proviene dal piumaggio del pollo (Gallus Gallus); anche piuma di ogni genere di uccello terrestre

PIUMA FINITA: piuma che è stata sottoposta a tutti i processi di lavorazione, inclusi il lavaggio, l’essicamento e tutti i trattamenti igienici.

PIUMA NUOVA: piuma che dopo spiumatura non è stata previamente usata come materiale per imbottitura.

PIUMA RICICLATA: piuma che è stata previamente usata come materiale per imbottitura e sottoposta nuovamente a trattamento igienico

PIUMA LAVORATA: piuma nuova che è stata tagliata o arricciata mediante un procedimento meccanico.

Si inseriscono inoltre altre due definizioni importanti nel contesto di prodotti imbottiti di piuma e piumino, che sono le seguenti:

Cuscino:
Involucro di stoffa o di pelle imbottito di piume per sedervici, o come ornamento su letti, divani e simili.

Guanciale:
Involucro di stoffa imbottito di piume e ricoperto da una fodera, usato per posarvi il capo durante il sonno.

(fonte: Grande Dizionario della Lingua Italiana – Battaglia)